Collezione: Gres porcellanato decorato

Il gres porcellanato decorato porta il motivo sulla superficie senza rinunciare alla resistenza del gres: geometrie, patchwork, disegni floreali e texture materiche, tutti su supporto calpestabile. È la scelta per costruire una parete di carattere o delimitare una zona, dove un fondo uniforme non basterebbe. Il formato disponibile è il 60x120.

Quanto deve parlare il decoro

I motivi disponibili coprono registri molto diversi, e la prima cosa da decidere è quanto si vuole che la superficie si faccia notare. I geometrici e i patchwork sono i più assertivi: costruiscono un disegno riconoscibile a distanza e funzionano quando devono essere loro l'elemento forte della stanza. Il floreale ha un tratto più disegnato, quasi grafico, e regge meglio su superfici contenute dove il dettaglio si può guardare da vicino.

Le texture materiche stanno all'estremo opposto: il motivo c'è ma resta sottotono, e la superficie si legge più come un fondo mosso che come una decorazione. Sono la scelta per chi vuole carattere senza impegnarsi a un pattern dichiarato. Su come i decori sono tornati centrali nell'interior contemporaneo abbiamo scritto un approfondimento dedicato.

Come si dosa

Il decoro rende meglio su una superficie delimitata che distribuito ovunque: una parete della doccia, il fondo dietro il piano cottura, la parete di testa di un soggiorno, una nicchia. Su tutta la stanza il disegno si annulla, perché l'occhio smette di riconoscerlo come elemento e lo legge come sfondo — che è l'esatto contrario del motivo per cui lo si sceglie.

Trattandosi di gres porcellanato, però, la destinazione non è vincolata come su un rivestimento ceramico: l'assorbimento d'acqua molto basso e la resistenza all'abrasione consentono di usarlo anche a terra, per esempio per delimitare un ingresso o una zona di passaggio. Il formato 60x120 aiuta in entrambi i casi, perché con poche lastre si copre una parete intera riducendo il numero di giunti che spezzerebbero il disegno.

Dove funziona e con cosa

Gli ambienti naturali sono il bagno e la cucina, dove la superficie decorata risolve due punti che altrimenti restano anonimi: la parete doccia e il paraschizzi. In entrambi i casi il gres regge vapore, schizzi e detergenti quotidiani meglio di una ceramica da rivestimento.

Sul piano degli abbinamenti la regola è una sola: il decoro chiede un fondo che non competa. La combinazione più affidabile è con una superficie neutra della stessa famiglia cromatica — il gres effetto cemento è la scelta più frequente, perché la sua uniformità lascia al motivo tutto lo spazio visivo.

Domande frequenti

In quale formato sono disponibili i decori?

Nel formato 60x120, che permette di rivestire una parete con poche lastre e di mantenere il disegno leggibile senza interruzioni frequenti.

Un decoro in gres è più resistente di un rivestimento ceramico?

Sì. Il gres porcellanato ha un assorbimento d'acqua molto basso e una resistenza all'abrasione superiore a quella delle ceramiche da rivestimento smaltate: regge lavaggi frequenti, vapore e detergenti senza opacizzarsi, ed è la ragione per cui può essere impiegato anche a terra oltre che a parete.

Quanti pezzi servono per una parete?

Dipende dalla superficie da coprire, ma il 60x120 aiuta a contenere il numero di pezzi: con lastre di queste dimensioni si copre più area con meno giunti, e il disegno resta leggibile anche su pareti ampie. Come per ogni posa conviene calcolare la superficie con un margine per i tagli e ordinare tutto insieme, perché il motivo va allineato tra una lastra e l'altra.