Collezione: Gres porcellanato effetto legno

Il gres porcellanato effetto legno riproduce venatura, nodi e variazione di tono delle essenze naturali, con la resistenza all'acqua e all'usura che il parquet non può offrire. Le tonalità coprono l'intera scala del rovere e altre essenze, dai chiari sbiancati fino ai grigi e agli scuri. Le doghe vanno dal 20x120 e 30x120, i formati più richiesti, fino al 26x160.

La scala del rovere

Quasi tutto l'assortimento interpreta il rovere, l'essenza più usata nei pavimenti contemporanei, e la scelta si gioca sulla temperatura del tono. I rovere chiari e sbiancati allargano visivamente lo spazio e stanno bene con arredi bianchi e materiali naturali: sono la scelta più frequente nelle case di taglio nordico e dove la luce naturale è poca.

Il rovere naturale è il punto di equilibrio, quello che si abbina praticamente a tutto e che invecchia meglio come scelta. I rovere grigi raffreddano il legno e lo avvicinano a un registro contemporaneo, utile quando l'arredo è scuro o metallico. Gli scuri definiscono l'ambiente e reggono soltanto dove c'è luce a sufficienza: in una stanza piccola e poco illuminata chiudono lo spazio. Accanto al rovere l'assortimento comprende interpretazioni di altre essenze — frassino, castagno, betulla e ciliegio — che si distinguono per grana più fitta o per una temperatura più calda. Chi vuole un quadro completo — formati, schemi di posa, classi antiscivolo e confronto con il parquet — lo trova nella guida al gres effetto legno.

Larghezza e lunghezza della doga

Prima della lunghezza conta la larghezza, perché è quella che decide quanto il pavimento somiglia a un parquet tradizionale o a un listone contemporaneo. Sui 120 cm hai due scelte: il 20x120 è la doga stretta, che moltiplica le fughe e restituisce il ritmo del parquet classico; il 30x120 è più largo, riduce il numero di giunti e legge come una superficie più moderna. Sono i due formati più richiesti, ed è tra questi che si concentra la maggior parte delle decisioni.

Il 26x160 porta la doga alla massima lunghezza disponibile, con meno interruzioni e una continuità che si nota soprattutto nei corridoi e nelle zone giorno allungate. Il dato che conta più della misura è che è disponibile su tutte le collezioni: qualunque tonalità si scelga, il grande formato resta un'opzione, senza dover rinunciare al colore per averlo.

I formati da 90 cm — 15x90 e 22x90 — restano la scelta per le stanze piccole e per una resa più tradizionale, dove una doga lunga produrrebbe troppi tagli. C'è infine un formato quadrato a cassettoni, con disegno a intarsio, per chi vuole l'effetto legno senza la direzionalità del listone.

Dove funziona e con cosa si abbina

L'effetto legno risolve gli ambienti in cui il parquet non è praticabile. In bagno non teme umidità, vapore e detergenti, e porta il calore del legno anche nella zona doccia; in cucina resiste a grassi, acidi alimentari e lavaggi frequenti.

Sul piano degli abbinamenti, la combinazione più ricorrente nei progetti contemporanei è quella con il gres effetto cemento: il legno porta la nota calda, il cemento fa da piano neutro, e la coppia si usa spesso per separare la zona giorno dalla zona notte.

Domande frequenti

In quali formati è disponibile l'effetto legno?

Le doghe sono disponibili in 20x120 e 30x120, in 15x90 e 22x90 e nel grande formato 26x160, presente su tutte le collezioni. C'è inoltre un formato quadrato a cassettoni.

Meglio una doga stretta o larga?

Dipende dalla resa che si cerca. La doga stretta moltiplica le fughe e richiama il parquet tradizionale; quella larga riduce i giunti e dà un aspetto più contemporaneo. Nelle stanze piccole la doga stretta produce anche meno scarto sui tagli perimetrali.

L'effetto legno è adatto al bagno?

Sì, ed è uno dei suoi impieghi migliori. A differenza del parquet non assorbe acqua, non si deforma con il vapore e non richiede trattamenti periodici; si usa sia a pavimento sia a rivestimento, zona doccia compresa.