Il formato conta più dell'effetto
Nel bagno la scelta del formato precede quella estetica, ed è l'unica decisione difficile da correggere dopo. Il motivo è che il bagno è la stanza più piccola e più interrotta della casa: sanitari, piatto doccia, nicchie e passaggi impiantistici creano un perimetro irregolare, e ogni ostacolo diventa un taglio.
Dei dodici formati disponibili, quelli che reggono meglio sotto i sei metri quadri sono il 60x60 e il 30x60, dove le lastre intere sono molte e lo sfrido resta contenuto. Anche il 60x120 e i medi quadrati, 80x80 e 90x90, funzionano in questa misura perché riducono le fughe restando adattabili a un perimetro frammentato. Il 60x120 è il più richiesto: la superficie continua amplia visivamente la stanza.
Il 120x120 è disponibile su quasi tutti gli effetti ma chiede sviluppo libero per mostrare lastre intere: rende al meglio nei bagni ampi e sulle pareti lunghe. Il 30x60, all'estremo opposto, resta il riferimento per la posa a parete.
Quale dei sei effetti scegliere
La selezione comprende sei effetti, e in bagno ciascuno risponde a un'esigenza diversa. L'effetto legno è quello che toglie alla stanza l'aria di ambiente di servizio: la scala di rovere disponibile va dal bianco allo scuro, e a differenza del parquet non teme vapore né acqua. Il cemento va nella direzione opposta, verso l'essenziale, e i suoi grigi si abbinano bene a sanitari sospesi e rubinetteria scura. La pietra sta nel mezzo, con una gamma che copre sia i grigi freddi sia i beige caldi ed è la più ampia del catalogo.
Se invece la stanza è cieca o ha una finestra sola, il fronte da presidiare è la luce, e le tonalità più chiare a catalogo sono i bianchi del gres effetto marmo — Statuario e Calacatta — insieme agli avorio e ai perla dell'effetto pietra. Il metallo porta invece un registro industriale, con superfici ossidate che danno carattere all'ambiente, mentre il decoro si dosa su una porzione sola ed è il fondale naturale della parete doccia.
Le superfici e l'ambiente umido
Le superfici attualmente a catalogo sono tutte opache o satinate, e in bagno è la finitura che tende a trattenere meno i segni dell'acqua evaporata rispetto a una superficie riflettente.
Conta anche il colore della fuga, che in una stanza umida si sporca prima che altrove: un tono vicino a quello della piastrella la rende meno evidente e riduce la percezione dello sporco tra una pulizia e l'altra.
Per un quadro completo su come scegliere le piastrelle del bagno — dai colori alla posa — abbiamo scritto una guida dedicata.
Domande frequenti
In quali formati sono disponibili le piastrelle da bagno?
Dodici, dal 30x60 al 120x120, passando per 60x60, 60x120, 80x80, 90x90, 80x160 e i formati listone dell'effetto legno. La disponibilità varia da un effetto all'altro.
Si può usare lo stesso effetto a pavimento e a rivestimento?
Sì, ed è la soluzione più frequente. Tutta la selezione è in gres porcellanato, quindi le stesse superfici si posano a terra e a parete: si può usare la stessa tonalità in due formati diversi — per esempio 60x120 a pavimento e 30x60 a parete — oppure lo stesso formato ovunque per una lettura continua.
L'effetto legno si può usare anche nella zona doccia?
Sì. Essendo gres porcellanato non assorbe acqua, non si deforma con il vapore e non richiede trattamenti periodici, quindi regge il contatto continuo con l'acqua come qualsiasi altro effetto. È anzi una delle soluzioni più efficaci per togliere freddezza alla zona lavaggio.